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  “Si levano voci che chiedono di emarginare gli antichi, per esempio a scuola. Sarebbe una amputazione sciocca. Lo studio degli antichi costituisce invece una potente risorsa per comprendere quel che ci accade intorno: il rapporto libertà- dipendenza, la lotta per la cittadinanza, la competenza come requisito della politica. Problemi oggi  cruciali che già percorrevano le società antiche. Esse seppero affrontarli, talvolta scegliendo risposte non consolatorie”

                                                                                          Luciano Canfora

        “…espellere le lingue classiche dalla scuola… il dilapidare l’eredità classica è una ignominia, e uno spreco che nessuna nazione consapevole si permetterebbe…”

                                                                                        Giuseppe Pontiggia

“ Ogni epoca, per trovare identità e forza, ha inventato un’idea diversa di “classico”. Così il “classico” riguarda sempre non solo il passato ,ma il presente e una visione del futuro.Per dar forma al mondo di domani è necessario ripensare le nostre molteplici radici”

                                                                                            Salvatore Settis

 Può sembrare anacronistico organizzare un ciclo di incontri dedicati al “Classico”, in un momento in cui siamo assillati da problemi che mettono a rischio la nostra stessa capacità di sopravvivenza, in un mondo contrassegnato dalla confusione ,dalla fretta, dalla velocità della comunicazione, dalla difficoltà del dialogo profondo , della comprensione vera della realtà.

            E, invece, noi avvertiamo con forza   l’esigenza di tornare ai classici, alla cultura classica, convinti come siamo che moltissime, se non tutte le risposte alle domande che affliggono l’uomo contemporaneo si trovano nelle opere,  nel pensiero, nell’arte, nella storia, nella letteratura, nell’intera produzione culturale che l’Antichità ci ha trasmesso. E, per di più, senza che si “attualizzino” i temi e i contenuti di questa cultura, perché “classico non  è ciò che è già  stato, ma ciò che ancora deve essere”.

I classici sconfiggono il tempo e durano nel  tempo, immortali e inattaccabili perché hanno dentro di sé qualità segrete che li rendono decifrabili ed efficaci anche a distanza di secoli o addirittura millenni. Essi, come dice Calvino, “ sono l’alfabeto formativo della nostra dotazione di umanità” e,  per questo, conviene che a leggere i classici s’incominci fin da piccoli.

 Ci auguriamo che questi incontri diano la possibilità di conoscere o di rivisitare alcuni aspetti fondamentali della tradizione classica,greca e romana, innanzitutto, ma anche italiana; di apprezzare la grande letteratura ,quella che si fa portavoce dei valori che non cambiano.

      IL primo appuntamento sarà giorno 2 febbraio 2019 con il prof. Bernardo Puleio che tratterà il seguente tema: “ La classicità: un paradigma per affrontare la contemporaneità”.

Il prof.BernardoPuleio, ordinario di lettere nei licei, si è occupato di studi classici ( Democrazia e tragedia, Palermo Nuova Ipsa 2004), Dante ( Per una interpretazione laica dell’Ulisse dantesco, I quaderni della ricerca 27 Loescher ,Torino 2015); letteratura siciliana ( I sentieri di Sciascia, Palermo , Kalòs2003).Con Vito Lo Scrudato e Mario Pintacuda ha pubblicato SicilItalia ,Palermo Vittorietti, 2018).