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“Cattivi si nasce o si diventa? ” “Fiori mai nati” di GianKarim De Caro

Presentato alla Feltrinelli di Palermo, l ‘ultimo libro di Giankarim De Caro, che dopo il successo di Malavita presenta “ Fiori mai nati” edizioni Navarra, un libro che si legge tutto d’un fiato, carico di un’espressività artistica davvero particolare perchè racconta la storia di una famiglia, la famiglia Calamone in cui i personaggi descritti con una precisione fotografica raccontano una realtà difficile di vita dove domina su tutto la cattiveria e una domanda imperativa, cattivi si nasce o cattivi si diventa?.
A pagare le spese della cattiveria e anaffettività di due genitori un po’ “balordi”, sono i figli, ma più di tutti il più piccolo Piero, ceduto, come una cosa, come ricompensa ad un’artigiano dopo una perdita ad una partita di gioco dal padre.
Piero crescerà lontano dagli affetti, lontano da casa, lavorando per l’uomo a cui è stato affidato , crescerà pieno di dubbi e domande a cui non sa dare risposte. Non conoscerà mai cosa significa avere davvero un padre ed una madre.
Al suo rientro in famiglia, trascorsi gli anni del debito da pagare, scoprirà una realtà ben diversa da quella che aveva immaginato, imparerà a conoscere nuovi sentimenti, la rabbia, il rancore e la cattiveria subita negli anni, prenderà forma anche su di lui, impadronendosi della sua mente e azione.
L’autore, nel corso della presentazione ha raccontato il libro, la sua evoluzione con una passione particolare , frutto a suo dire delle tante esperienze che la vita gli ha permesso di vivere.
Piero con la sua storia, racconta la storia di tante famiglie Calamone, famiglie dove la povertà e l’anaffettività fanno da protagoniste incidendo profondamente nella vita dei più piccoli, che non sempre hanno la possibilità di scegliere, il libro ha un’incip significativo per l’appunto è dedicato a chi nella vita non ha potuto scegliere, ed anche se ha voluto scegliere non sempre aveva gli strumenti reali per un riscatto sociale.
“Fiori mai nati” è davvero un gran bel libro, incuriosisce, parla alla sensibilità spesso sepolta in stereotipi che fanno vedere solo l’apparenza delle cose, mentre scopriamo che forse dietro ai “cattivi” si nascondono storie difficili, di sopprusi, ingiustizie, che ti portano alla fine ad essere cattivo, ma non per questo senza potere immaginare un finale meno duro, più positivo, laddove la vita ti ha offerto altri modelli di vita più sani.
Consigliamo la lettura di questo libro semplice, ma dalla trama intrecciata, piena di colpi di scena e con un sipario di riflessione davvero interessante.

Sabrina Miriana