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“In Prefettura abbiamo riferito al vice capo di gabinetto che ci ha ricevuti, il disagio vissuto dai lavoratori Blutec e abbiamo chiesto un intervento forte per sbloccare gli ammortizzatori sociali, fermi per problemi tecnici. Sulla questione della reindustrializzazione abbiamo sollecitato che si faccia pressing sul governo nazionale, affinché si possa chiarire il ruolo di FCA”.
A dichiararlo sono Ludovico Guercio e Antonino Nobile segretari Fim Cisl Palermo Trapani e Giacomo Raneri Coordinatore Blutec Fim Cisl Termini Imerese, al termine dell’incontro che i sindacati Fim Fiom e Uilm hanno chiesto e ottenuto in Prefettura a Palermo sulla vertenza Blutec. “I lavoratori sono molto preoccupati, alla luce di quanto dichiarato al Mise, il rilancio del polo industriale termitano, la parte più debole del gruppo, appare un miraggio.
Le commesse, o probabili acquisizioni, illustrate negli ultimi incontri al ministero da parte dell’Ad De Cursi, prima di essere arrestato, non sono state confermate dall’attuale amministratore giudiziario, dato che è stata bloccata anche la commessa da parte di FCA sul Doblò, a causa di alcuni problemi tecnici riscontrati in fase di prototipazione per il quale servirebbe investire ulteriori fondi per cercare di superarli”.
“Le notizie rese note dall’amministratore giudiziario Giuseppe Glorioso – aggiungono Guercio, Nobile e Raneri – lasciano pochi dubbi sullo stato della società che resta in forte difficoltà sia sotto il profilo gestionale che sotto quello finanziario. Un passo fondamentale sarà la pronuncia da parte del Tribunale del riesame di Torino, al quale è passato il fascicolo Blutec, sul mantenimento come misura cautelare del sequestro dell’azienda. In questa ipotesi l’amministratore dovrà, entro 6 mesi, redigere un novo piano aziendale che dovrà essere asseverato dal Tribunale per l’attuazione. In questi tempi, e questo ci allarma, si esauriranno anche gli ammortizzatori sociali, perché si arriverebbe nella migliore ipotesi, al mese di dicembre”. “Sappiamo che l’attuale governo ha ereditato questa situazione, ma non può essere una giustificazione per non affrontare il problema. Serve una regia forte del governo nazionale perché garante, insieme al governo regionale, del piano di sviluppo del polo industriale di Termini Imerese e con esso della salvaguardia di mille posti di lavoro.
Serve trovare una soluzione definitiva che ridia speranza alle famiglie anche passando per la ricerca di nuovi investitori. In questo Invitalia può giocare un ruolo chiave anche attraverso la possibilità di entrare nel capitale sociale di nuove società”. Intanto anche l’erogazione della cigs da parte dell’Inps sta riscontrando alcuni problemi dovuti all’iter speciale del provvedimento inserito nel cosiddetto “decretone”. “Bisogna fare presto perché i lavoratori non percepiscono reddito da dicembre”.
Il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana conclude “Siamo alle battute finali di un progetto di reindustrializzazione fallito per un sito che vive anni , troppi, di incertezze. I lavoratori non possono pagare la mancata attuazione del piano, serve un intervento straordinario da parte del governo nazionale attraverso il Ministero dello Sviluppo economico e da parte del governo regionale , cofinanziatore del progetto.
Il ministro Di Maio aveva dichiarato che non abbandonerà i lavoratori di Termini Imerese ma per fare questo non bastano solo annunci e parole” .